La sicurezza di un impianto e dei suoi componenti non è soltanto questione da grande industria ed è per questo che l’offerta Giovenzana è destinata anche a officine e laboratori medio-piccoli.
Non soltanto nelle grandi industrie si possono ricreare condizioni d’esercizio gravose che mettono alla prova la sicurezza delle macchine e del personale ma, anche in officine e laboratori medio-piccoli potrebbe capitare. Occorre pertanto approcciarsi all’impianto nel suo insieme.
Il punto di partenza sono i commutatori, tipicamente utilizzati da quadristi e installatori per tutte le funzioni di comando e controllo per applicazioni elettriche ed elettroniche, che trovano impiego in diversi ambiti: nell’automazione industriale con l’impiego in macchine alimentari (macchine da caffè professionali, per la produzione di pasta, macchine per l’imbottigliamento), nei quadri di distribuzione e nei comandi per saldatrici professionali.
I commutatori a camme serie Phoenix di Giovenzana, dispositivi di comando manuale per contatti principali e ausiliari, sono idonei per portate da 12 A a 200 A. Suddivisi in cinque serie di prodotti, standard e personalizzati, permettono di eseguire l’operazione di chiusura e apertura in modo sequenziale attraverso la rotazione del commutatore in posizioni diverse. Sono realizzati in conformità delle attuali direttive europee e internazionali (IEC/EN 60947-3, UL508), per soddisfare le più stringenti esigenze di sicurezza, come spiega Giuseppe Sito, Italian Country Sales Manager di Giovenzana International.

Come scegliere il commutatore adatto a ciascuna specifica esigenza?
«Un valido criterio è il tipo di fissaggio del commutatore, che può essere base, retroquadro o DIN. Ciascuno di questi, nel catalogo Giovenzana è identificato dalle lettere B, R, D, e da uno specifico colore. Così, il banconista e l’installatore stesso possono identificare a colpo d’occhio quello più adatto alle esigenze specifiche. Nella maggior parte dei casi, anche le finiture dei commutatori aiutano a identificare il tipo di applicazione cui sono destinati. La targhetta grigia con manopola nera è la finitura standard, mentre la targhetta gialla con manopola rossa normalmente identifica un interruttore di sicurezza o di emergenza. Ma è possibile richiederla anche per altri tipi di applicazione. Entrambe le tipologie di finitura, su alcuni codici, prevedono anche la possibilità di lucchettare il commutatore in posizione off/zero, oppure da off fino a 3 posizioni, per evitare che siano soggetti a manovre accidentali».
È possibile richiedere commutatori con dimensioni personalizzate, o costruiti su specifica fornita dal cliente?
«Sì. Oltre ai commutatori standard, Giovenzana ne offre di personalizzati in base a diversi elementi: alberi dalla lunghezza e sagomatura realizzati su specifica, attacchi a connessione rapida, terminali singoli o doppi, blocchi assiali “premi e ruota” in varie posizioni, comandi unidirezionali, accoppiamenti coassiali tra unità di potenza e ausiliaria. Fanno parte della famiglia dei commutatori a camme anche quelli – brevettati – per connessioni su circuito stampato».
Quando è opportuno dotare i commutatori della protezione accessoria?
«Se sono installati in ambienti esposti agli agenti atmosferici, o nei quali la concentrazione di polveri è elevata, è possibile optare per una guaina di protezione morbida o rigida: la scelta dell’una o dell’altra tipologia avviene in base allo spazio disponibile sul pannello o dietro al quadro di comando, e a seconda delle dimensioni dell’apparecchio. In questo modo, si preservano i morsetti e i contatti del commutatore. In particolare, le guarnizioni IP65 sono utilizzate per raggiungere il grado di protezione IP65 frontale, nel caso di montaggio retroquadro dei frutti commutatori se vengono comandati con la sola manopola. Le protezioni bypass dal diametro 50 trovano impiego nelle esecuzioni speciali in ambito ascensoristico, dove la norma prevede che il dispositivo di bypass delle porte di piano e della cabina sia interruttore protetto contro uso involontario mediante mezzi meccanicamente mobili installati in modo permanente».
Come i commutatori Phoenix riescono a garantire un’elevata resistenza anche in condizioni d’esercizio critiche?
«Un ruolo fondamentale in questo senso è svolto dai contatti autopulenti presenti al loro interno, che proteggono i meccanismi interni dalla penetrazione di polveri e liquidi: ciò assicura un ottimo livello di protezione di base in qualsiasi contesto applicativo e, negli ambienti più gravosi, li preserva da polveri e liquidi. In tal senso, occorre che anche l’impiantista e il cliente finale facciano la propria parte. Per evitare un utilizzo improprio di questi dispositivi, che garantiscono la sicurezza e la vita utile dell’impianto, non si può improvvisare o procedere per tentativi: il cliente deve lasciarsi guidare dal grossista ed eventualmente da noi, attraverso il supporto fornito dalle nostre agenzie e gli strumenti informativi che siamo in grado di offrire, sia online che offline, per individuare la soluzione giusta».
Come agevolare il lavoro?
«Vogliamo che grossisti, progettisti e impiantisti riconoscano in Giovenzana un punto di riferimento per la semplicità delle sue soluzioni, intesa come la capacità di agevolare il lavoro quotidiano degli operatori, e per la loro sicurezza, affinché la stessa sia illimitata nel tempo. L’idea di progettare un ambiente di lavoro sicuro e confortevole ci guida da sempre nello sviluppo di ogni singolo prodotto».

I commutatori a camme serie Phoenix si distinguono per una serie di caratteristiche tecniche e meccaniche che garantiscono sicurezza e affidabilità continue nel tempo. La loro caratteristica-chiave sono i contatti autopulenti a doppia interruzione (in caso di saldatura del contatto ne favoriscono l’apertura), argentati oppure dorati per correnti minime (ad esempio per correnti da circuito stampato). L’albero e i tiranti sono in metallo, mentre il corpo è in materiale autoestinguente certificato nella classe di infiammabilità UL94 V0. I commutatori fino a 40 A sono disponibili con morsetti finger-proof, che evitano contatti accidentali dell’operatore con le parti in tensione. La marcatura laser del frutto è indelebile.