La Catacchio Sas di Casamassima, in provincia di Bari, è un punto di riferimento per tutti gli installatori e gli operatori professionali di Puglia e Basilicata.
Attiva dalla fine degli anni Settanta e oggi giunta alla seconda generazione, la Catacchio Sas di Casamassima (Bari) è un punto di riferimento per installatori e operatori professionali di Puglia e Basilicata attivi in settori ad alto tasso di specializzazione.
Come spiega l’amministratore Vito Catacchio, l’agenzia, che da anni è parte di ARAME, è sempre stata attiva nell’ambito di segmenti ad alta specializzazione come rivelazione incendi, sicurezza e EVAC diffusione sonora, merceologie tuttora centrali nel business dell’azienda pugliese.
La scelta di puntare su settori molto tecnici è stata premiante?
«Sì, sebbene oggi il contesto sia profondamente mutato rispetto alle origini. In passato, i prodotti avevano tempi di introduzione relativamente lunghi. Questo consentiva di far metabolizzare le novità ai nostri clienti e di poter costruire un mercato. Attualmente, i prodotti vanno introdotti molto più velocemente, spesso a scapito della necessità di studiarli e di individuare gli sbocchi ad essi più idonei».
È vero che il time to market si è ridotto in tutti i mercati, ma nei comparti più tecnici la “fretta” non è di certo una buona consigliera.
«Noi agenti in effetti abbiamo la necessità di formarci adeguatamente sui prodotti per poterli presentare e veicolare al meglio sul mercato. È infatti capitato di ritrovarci ad affrontare mercati non ancora maturi, effettuando degli investimenti che hanno ripagato nel medio-lungo periodo, ad avvenuta maturazione del mercato. È il classico lavoro di semina, di creazione del mercato, demandato alle agenzie. D’altronde, non ci limitiamo a parlare solo con i clienti finali, ma coinvolgiamo anche progettisti, installatori ed enti».
Installatori e progettisti si sono a loro volta evoluti, ma lavorano in modo diverso l’uno dall’altro. Come li supportate?
«È necessario garantire una certa presenza e vicinanza a tutti, fornendo a ciascun interlocutore ciò di cui ha bisogno per il proprio lavoro. Il tutto, senza trascurare l’importanza delle relazioni umane. Per questo, facciamo un largo utilizzo degli strumenti digitali, che ci consentono di raggiungere istantaneamente i nostri interlocutori e di ridurre, per quanto possibile, i tempi di risposta. Siamo stati tra i primi, negli anni Novanta, a comunicare con loro tramite posta elettronica, quando il fax era ancora predominante, e a registrare un dominio a nostro nome. Oggi siamo presenti su diversi social media e abbiamo creato il primo canale WhatsApp. A seconda delle abitudini dei clienti, ci adattiamo: ad esempio, tra gli installatori sono molto diffusi gli sms, mentre i progettisti prediligono essere contattati via e-mail. Noi cerchiamo di mantenere con loro un filo continuo e diretto, anche condividendo informazioni tecniche, normative e relative al mercato».
Organizzate anche corsi di formazione in Catacchio Sas?
«Sì. Dopo il rallentamento causato dalle restrizioni anti-Covid, siamo ritornati gradualmente alla normalità in questo ambito, organizzando corsi nella nostra apposita sala riunioni che può accogliere fino a 40 persone. Queste attività sono molto importanti e ci danno notevoli soddisfazioni».
Qual è lo stato di salute del mercato del materiale elettrico in Puglia?
«Per quanto abbiamo avuto modo di riscontrare, l’inizio del 2024 è stato in linea con il trend certamente non positivo del mercato nazionale. I numeri risentono del confronto con gli anni precedenti, probabilmente sovraperformanti a causa del Superbonus 110% e degli altri incentivi. In alcuni settori specifici, come ad esempio le radiocomunicazioni in ambito terrestre e marittimo e il Power Quality, stiamo invece lavorando bene. Abbiamo dei buoni riscontri anche nel fotovoltaico, nel quale siamo entrati recentemente acquisendo mandati di aziende molto flessibili che ci consentono di spaziare a tutto campo tra impianti di diverse dimensioni, dalla piccola alla medio-grande, con un posizionamento di prezzo molto interessante. Un altro ambito per noi interessante è la termoidraulica, alla quale abbiamo approcciato per la prima volta circa dieci anni fa, in tempi “non sospetti” per un’agenzia del nostro settore».
Elettrico e ITS sono molto più integrati di un tempo e probabilmente la distinzione tra i due ambiti sarà sempre più sfumata.
«Questa evoluzione è inevitabile, considerando le caratteristiche dei prodotti e degli impianti. Le agenzie di materiale elettrico che hanno già intrapreso la via dell’integrazione tra le due dimensioni avranno un vantaggio competitivo negli anni a venire».
I vostri progetti per il futuro?
«Più che un progetto, parlerei di un “sogno”: la creazione di una rete di agenzie che spazi dall’elettrico all’elettronica, dalla termoidraulica al ferramenta, per creare sinergie e affrontare insieme le evoluzioni del mercato. L’unione di più agenzie restituirebbe un valore maggiore rispetto alla loro semplice somma. Il tutto, condividendo strumenti e risorse, mantenendo comunque la propria identità».