
I progetti e le prospettive di Fegime Italia secondo il nuovo presidente del CdA
Sergio Lorenzi alla presidenza del CdA di Fegime Italia ha tenuto la prima riunione del board sotto la sua guida alla fine del mese di settembre, proprio nella sua Romagna.
Ha stabilito delle priorità per il suo nuovo incarico?
Al di là di ogni previsione, la situazione del nostro comparto e dell’economia nazionale è tuttora critica. Per questo, occorre sia valutare attentamente le problematiche che ci toccano quotidianamente, sia individuare nuove opportunità da cogliere unendo le forze. Tutto ciò presuppone un forte coordinamento tra le aziende del consorzio. Personalmente, sono fiducioso del fatto che ciascun socio assicurerà il proprio contributo di idee, proposte e suggerimenti. I miei predecessori hanno il merito di aver costruito una compagine estremamente solida.
Con Gianni Ziglioli c’è stato un doppio passaggio di consegne: presidenza del CdA e azienda.
L’acquisizione della Dei New Electric da parte di Elfi rispecchia una strategia che si colloca in una congiuntura dove molte imprese compiono operazioni di questo genere. Ma vorrei fare una puntualizzazione.
Prego, siamo qui per ascoltarla..
Come le valutazioni di numerosi “luminari” in merito alla probabile ripresa economica vengono spesso smentite dai fatti, oggi c’è la tendenza a ritenere che le piccole realtà non abbiano futuro. Ma ciascuna situazione va valutata attentamente, evitando facili generalizzazioni. Le dimensioni contano, ma non sono tutto: l’aspetto davvero fondamentale è la gestione. Parlando da imprenditore, e non da membro del CdA di Fegime Italia, ritengo che le PMI possano ancora confrontarsi con le grande imprese, collaborare con loro, ritagliarsi il proprio spazio.
Sicuramente, è merito del clamore suscitato da fatti inediti fino a un anno fa. Ma la stessa Fegime potrebbe “benedire” eventuali intese tra soci?
Il gruppo può sicuramente fungere da “connettore” di interessi comuni, senza necessariamente condurre a fusioni o acquisizioni. Come è possibile che una PMI e una realtà di maggiori dimensioni individuino la convergenza su alcuni aspetti e sviluppino un’intesa, sempre sotto l’egida del consorzio. D’altronde, ponendo la questione in termini strategici, se un distributore di un’altra compagine dovesse acquisire un nostro socio, la cosa avrebbe ripercussioni negative sul fatturato e sulla rappresentanza di Fegime Italia. Per tale ragione, il gruppo ha tutto l’interesse a monitorare la situazione e, ove se ne presentasse l’evenienza, favorire l’intesa tra soci.
Sul lato operativo, il progetto di restyling del layout dei punti vendita traccia una linea di discontinuità con i vecchi metodi di lavoro.
Quest’attività rappresenta concretamente l’impegno di Fegime e dei suoi imprenditori nel dar corso a un progetto di utilità comune. Una pluralità di aziende diverse tra loro, oggi si sta impegnando a trasmettere al mercato un’immagine unitaria, attraverso elementi tangibili quali il punto vendita, le strutture al suo interno, la comunicazione verso l’esterno. Siamo ancora alla fase iniziale del progetto, ma sono certo che gli sviluppi saranno importanti per l’intera compagine.
Curare l’immagine dei punti vendita è anche un messaggio di disponibilità nei confronti dell’installatore?
Tempo fa ho chiesto ai miei collaboratori quali fossero le differenze tra un nostro punto vendita e quello di una multinazionale. Escludendo i prodotti, che sono sostanzialmente gli stessi per tutti, la risposta non può che essere il rapporto personale. Rispetto al passato, questo fattore ha perso parte della sua incisività: la crisi ha esasperato l’attenzione al prezzo e, di conseguenza, molti artigiani si sono dovuti adeguare. Ma la cura e la conoscenza del cliente, nonché il mutuo scambio di informazioni, restano delle potenzialità ancora tutte da sfruttare.
Molti suoi colleghi sostengono che, al netto degli ultimi progressi, la coesione in seno alla distribuzione sia perfettibile.
Sono completamente d’accordo con quanto affermano i colleghi. L’industria ha addossato alla distribuzione oneri che non le competevano, anche a causa delle divisioni al suo interno. Dunque, come i produttori fanno il proprio business, anche noi dovremo concentrare le forze per invertire la tendenza. Finché restiamo disuniti, non saremo mai forti abbastanza.
Staffetta al vertice
La presidenza del CdA di Fegime Italia è stata affidata a Sergio Lorenzi, che la manterrà fino ad aprile 2015. L’amministratore delegato di ELFI SPA è stato vicepresidente durante il mandato di Giovanni Ziglioli. Quest’ultimo, secondo le regole dello statuto consortile, ha rassegnato le dimissioni a seguito della cessione della Dei Srl – di cui era titolare insieme a Marco Casaroli. Gli subentra nella carica di vicepresidente Aldo Brigliano della DME di Milano. Ziglioli è una figura storica della compagine. Ha retto la presidenza dal 2006 in poi e figura tra i fondatori del consorzio Consel, oggi Fegime Italia. L’assemblea lo ha salutato con un brindisi augurale e donandogli una targa-ricordo.
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